“Ansia: piacere di conoscerti”. La psicologa racconta


Dottoressa Pittera, Silvia, ti va di presentarti alle lettrici e lettori del blog Yoga Casa Kundalini?

Salve lettrici e lettori! Mi chiamo Silvia Pittera, sono una psicologa e psicoterapeuta ad orientamento sistemico relazionale. Questo significa che ho una formazione che mi permette di lavorare sia con gli individui che con le famiglie e le coppie, che generalmente incontro nel mio studio privato, a Catania.

E’ lì che mi sono imbattuta più spesso nell’ansia. Ed è dentro la stanza di terapia che ho maturato li desiderio di estendere a più persone possibili ciò che i miei pazienti, i miei migliori maestri, mi avevano insegnato su come affrontare questo odioso ed irrazionale stato di preoccupazione e di allarme.

Ma lo studio privato non è l’unico ambito professionale in cui mi muovo: ho maturato diverse esperienze lavorative in aspetti molto vari dell’ampio panorama della psicologia. Negli ultimi anni mi sono occupata di orientamento professionale e scolastico così come di psicologia dell’età evolutiva e di formazione professionale. Più di tutto però mi sono occupata di minori, bambini e adolescenti a rischio di devianza e marginalità sociale.

Un incontro che abbiamo proposto con successo a Casa Kundalini – e che riproporremo il prossimo 4 novembre- riguarda l’ansia: secondo te perché questo argomento oggi riscontra così tanto interesse?

Beh io credo che la società in cui oggi viviamo sia una società profondamente segnata da un generale sentimento di incertezza: il lavoro spesso precario; le relazioni, anch’esse precarie, diretta conseguenza dell’impossibilità di fare progetti a lungo termine; la richiesta di essere sempre più specializzati e preparati per far fronte ad una società molto competitiva e fondamentalmente individualista… sono tutte cose che inficiano terribilmente il nostro senso di sicurezza, rendendo fertile il terreno sul quale l’ansia può impiantarsi e proliferare con estrema facilità.

Nella tua esperienza, quali sono gli aspetti più utili da sapere per imparare a”conoscere” questo disturbo e farselo amico?

Adesso dirò una cosa impopolare: per convivere bene con l’ansia bisogna accettare che essa non abbia solo la funzione negativa che con facilità le attribuiamo. Ma questo oltre ad essere un concetto impopolare che cattura l’attenzione è anche e soprattutto uno spunto di riflessione, qualcosa che potremmo approfondire proprio durante il nostro laboratorio “Ansia, piacere di conoscerti”.

Nella mia esperienza, infatti, non ci sono aspetti più o meno utili da conoscere: bisogna conoscere sé stessi, il modo peculiare in cui in ognuno di noi l’ansia si manifesta. E poi bisogna aver voglia di affrontarla con pazienza e impegno, senza cercare scorciatoie o formule magiche: contro l’ansia non funzionano!

I sintomi più comuni?

Tachicardia, aumento della sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, fastidio al petto, nausea, talvolta vomito, sensazioni di vertigine o di svenimento, brividi o vampate di calore, torpore o di formicolio agli arti, derealizzazione, paura di perdere il controllo o di “impazzire”. E infine, quando l’ansia diventa uno stato di panico conclamato, la peggiore: la paura di morire.

Ci dai una tecnica semplice e veloce per bloccare l’ansia appena ne riconosciamo il primo sintomo?

Certo! La tecnica più veloce consiste nel partecipare al nostro seminario “Ansia: Piacere di conoscerti”, il 4 novembre a Casa Kundalini.

Perché questo approccio congiunto con il Kundalini Yoga?

Perché l’ansia va affrontata su più livelli. Per semplificare potrei dire che essa risponde bene a tre trattamenti che risultano tanto più efficaci se integrati. Il primo è la psicoterapia, intesa come costruzione di una relazione, di uno spazio sicuro in cui il paziente può sperimentare anche capacità che non pensava di avere. Capacità che poi può utilizzare al di fuori dello spazio terapeutico, per sentirsi più sicuro e per costruire relazioni più appaganti, basate sul senso di appartenenza e condivisione. Il secondo tipo di trattamento è, come dire, un “esercizio cognitivo” grazie al quale ci si può allenare per allontanare alcune “credenze irrazionali”, ovvero delle idee di riferimento errate, che ci influenzano e guidano i nostri comportamenti nei luoghi dell’ansia. Il terzo, ma non per importanza, è lo yoga. Chi pratica questa affascinante e antica disciplina sa che i due principali benefici di una corretta respirazione sono l’ossigenazione del sangue e del cervello e il controllo del “prana” (il respiro, l’energia vitale) per arrivare al controllo della mente. E quando si riesce a controllare la respirazione si riesce a controllare anche la mente, perché le due cose sono indissolubilmente connesse in una relazione che possiamo rendere assolutamente più armoniosa con la pratica dello yoga.

“Ansia: piacere di conoscerti” –  Questo workshop fa per te se….?

Se hai deciso di non scendere più a compromessi con la tua ansia. E soprattutto se vuoi iniziare a prenderti cura di te stess*, affidandoti a persone esperte che hanno a cuore il tuo benessere.


Informazioni su Giulia Guerrini

Mamma ed insegnante di Kundalini Yoga, Yoga dolce, Gravidanza consapevole, Yoga genitori & figli. Arriva allo yoga attraverso la danza classica e contemporanea ed esperienze di teatro sociale, grazie alle quali si rende conto di come il movimento influisca sulla mente e sullo stato animico. Si forma come istruttrice di Kundalini Yoga secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan presso il centro Shunia di Barcellona. È istruttrice certificata di yoga per bambini secondo il metodo Childplay, elaborato da Gurudass Kaur, e di yoga in gravidanza, metodo Conscious Pregnancy. È membro dell’Associazione Internazionale Insegnanti di Kundalini Yoga (IKYTA) e IKYTA Italia. Attualmente vive e lavora a Catania.

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