Di meteo, mantra e malinconia


L’ho sempre saputo, e lo ammetto: sono metereopatica.
Ma non solo, sono facile preda delle maree, della luna, delle emozioni che provano le persone accanto a me…
Mi dico che non dovrebbe essere cosí, che lo yoga e la meditazione dovrebbero avermi dato tutti gli strumenti per cavalcare le onde della mente e i vortici delle emozioni… 
“Dovrebbero, non dovrei, perchè, perchè no, uffa, che rabbia”…

E allora mi fermo e respiro…
E mentre sento l’aria che entra ed esce tornano le parole di Yogi Bhajan che sempre arrivano, in momenti come questo: 

“Hai bisogno di milioni di cose e milioni di cose arriveranno a te, se sei stabile, saldo, paziente. Ricorda, chi ti ha creato veglia su di te e la creazione è pronta a servirti, se solo sei te stesso. Quindi per favore manda via i fantasmi della tua vita e smetti di correre in ogni direzione: consolida, concentrati, sii te stesso, e possano la pace e la prosperita arrivare a te. Sat Nam”.

Mantenere il respiro lungo e profondo durante la fatica. Mantenere la calma dentro la tempesta. 
Un esercizio di pazienza e di fiducia.
Uno strumento di cui abbiamo tutti bisogno, ancor piú in questo momento in cui la vitalità e lo spirito sono spesso messi a dura prova dai cambiamenti energetici e vibrazionali della transizione all’Era di Acquario…
E se il sistema nervoso non è pronto a sostenere la domanda sempre piú incalzante che proviene dall’esterno spesso si cerca supporto e conforto fuori da noi, senza sapere che abbiamo già in noi tutte le risorse necessarie: che il Prana di cui siamo fatti è energia pura e che ne abbiamo riserve incredibili, immagazzinate in un punto preciso del corpo….

Un rimedio rapido ed efficace che non manca mai nella mia “farmacia”? Qualche goccia di pranayama unita a una pillolina di mantra, per rompere il silenzio dell’anima e rivitalizzare il corpo pranico e il corpo radiante.
Scegli il mantra che risuona con le tue corde in quel particolare momento, cantalo, ascoltalo finchè ne hai voglia, lascialo suonare mentre dormi. Connetti con quella vibrazione e lasciala risuonare in ogni cellula molecola d’acqua del tuo corpo. Fino a che Ang Sang Wahe Guru, l’energia dell’Infinito danza in ogni cellula e organo del mio corpo e la tua consapevolezza individuale si fonde con la coscienza universale.

Oppure prova questa meditazione, data per superare la “Depressione fredda”, ovvero quell’apatia e insensibilità (spesso mascherata da iperattività) data dall’incapacità di cavalcare gli eventi.


Posizione: facile
Mudra: mani intrecciate all’altezza del petto, con gli indici a contatto e puntati verso l’alto. I Pollici si incrociano.

Drishti: occhi aperti a fissare la punta del naso
Mantra: canta Wahe Guru Wahe Jio dal punto dell’ombelico spostando l’attenzione in questo modo: mentre canti Wha concentrati sull’ombelico; con He porta l’attenzione al petto; con Gu spostala sulle labbra. Segui la stessa sequenza e lo stesso ritmo con Wahe Jio.
Tempo: continua da 3′ a 31′
Per terminare: inspira e sostieni. Ascolta il suono del mantra. Espira.
                     Inspira, sostieni e affida all’Infinito la tua insicurezza e ogni tensione. Espira.
                     Inspira, sostieni e senti la preziosità della vita. Lascia andare ciò che non vuoi con l’espirazione.      
                     Rilassa.